Le tappe di sviluppo della funzione alimentare da 0 a 4 anni

Nei suoi primissimi anni di vita sono tantissimi i cambiamenti che il bambino deve affrontare quando viene alimentato e/o si alimenta.

Le abilità di alimentazione evolvono e progrediscono nel corso dei primi 3 anni di vita, per portarlo ai 4-5 anni ad una competenza sovrapponibile a quella dell'adulto. La funzione di alimentazione si sviluppa fin dalla vita intrauterina: infatti a partire dalla 15° settimana di vita fetale inizia a svilupparsi il meccanismo deglutitorio per arrivare ad essere pronto alla 38° settimana per la suzione al seno materno. Il feto infatti, succhia e deglutisce il liquido amniotico e succhia le dita dei piedi o delle mani.



Il neonato nasce con delle potenzialità genetiche che si evidenziano attraverso dei comportamenti istintivi che gli permettono di sopravvivere subito dopo la nascita: i riflessi.

Vediamo brevemente quali sono:


  • riflesso dei punti cardinali: è il riflesso che determina la ricerca della fonte del nutrimento e scompare fisiologicamente a 4 mesi. Il bambino, se stimolato nelle zone dei 4 punti cardinali circostanti le labbra, ruota capo e lingua verso il punto di stimolazione.

  • riflesso di suzione-deglutizione: il piccolo mediante questo riflesso succhia e deglutisce quasi contemporaneamente. Lo sfioramento all’angolo della bocca , provoca la rotazione della testa in direzione dello stimolo in seguito le labbra e la lingua effettuano una reazione di avvicinamento allo stimolo o alla fonte del nutrimento. La lingua si ritira, le labbra si chiudono e avviene la suzione. Questo riflesso si estingue spontaneamente intorno ai 4-6 mesi di vita.

  • riflesso di estrusione della lingua: quando gli vengono toccate le labbra, il bimbo, quasi sfregandola sul palato, porta la lingua fuori dalla rima labiale (quasi come se stesse "sputando". Si estingue normalmente entro i 4-5 mesi di vita.

  • riflesso del morso: evocato dal semplice tocco delle gengive, scompare entro i 4-6 mesi di vita del bambino. La reazione del bambino è quella di stringere le arcate gengivali.

  • riflesso del vomito: ha una funzione protettiva e si elicita solo toccando la parte centrale della lingua. SI modifica nel tempo (si attiverà con la stimolazione sulla parte posteriore e/o centrale della lingua o sulla parete posteriore faringea) e rimarrà presente per tutta la vita.

  • riflesso della tosse: ha la funzione protettiva delle vie aeree superiori e viene elicitato quando un corpo estraneo raggiunge il vestibolo faringeo. Si mantiene per tutta la vita.


Come abbiamo appena visto, la maggior parte dei riflessi presenti alla nascita entro l’anno di età vanno scomparendo evolvendo in movimenti più complessi, che costituiranno la base su cui si costruiranno le successive abilità fondamentali per l'alimentazione.

Alcuni riflessi invece, come quello del vomito (che si modifica ma non scompare), e quello della tosse, restano a protezione delle vie aeree quando un corpo estraneo si insinua nel vestibolo laringeo.

Affinchè la funzione alimentare raggiunga la sua maturità, è necessario che il bambino impari a processare attraverso i 5 sensi una grande quantità di stimoli, che verranno poi progressivamente riorganizzati.

Il bambino, per raggiungere la maturità della funzione alimentare il cui processo di sviluppo si svolge a tappe, deve fare esperienza a livello sensoriale e a livello motorio di molte cose nuove e nello specifico è necessario che:

  • impari a conoscere le proprietà degli alimenti quali il gusto, la temperatura, la forma, l’odore la texture (composizione) etc;

  • impari a gestirli dal punto di vista motorio con i movimenti della muscolatura orofacciale (ovvero di labbra, lingua, delle guance);

  • sviluppi una maturità digestiva a livello gastrico ed intestinale.

Il bambino si troverà tutti i giorni di fronte a novità, che progressivamente imparerà a gestire senza problemi e che lo porteranno, tappa per tappa, ad essere competente nella funzione alimentare.

Andiamo però per gradi!


L’alimentazione del neonato ha inizio con l’allattamento (possibilmente) al seno, di cui ho parlato nel precedente articolo (leggilo qui).

Dagli 0 ai 4 mesi di vita, l'abilità motoria messa in campo è quella del "suckling" ovvero della suzione del bambino caratterizzata da un limitato movimento della lingua, conformata a coppa, in senso antero- posteriore (avanti-indietro) e che si estende fino a sopra il labbro inferiore. Viene anche denominata suzione semplice, e partendo dal riflesso di suzio- deglutizione si configura come un tipo di suzione che inizialmente non è perfetta, poiché la bocca non aderisce perfettamente al seno, il movimento antero-posteriore non è forte e tonico per cui il bambino succhiando può perdere del latte dalla bocca e deglutire anche molta aria. La mandibola durante questo tipo di suzione compie ampi movimenti di apertura e chiusura che sono però indipendenti dal movimento della lingua.


Dai 4 ai 6 mesi l’attività motoria della lingua nella funzione della suzione si evolve dando luogo a movimenti più complessi: infatti, al movimento antero-posteriore si aggiunge un movimento ritmico dall’alto in basso (suzione complessa) che permetterà di gestire i cibi più consistenti. Si parla quindi di "sucking", che in un primo momento coesiste con l'abilità di suckling, ma avrà poi la meglio. In questo tipo di suzione, i movimenti della lingua sono coordinati a quelli della mandibola, la conformazione a coppa della lingua risulta meno evidente, le labbra si chiudono in modo attivo ed il movimento mandibolare risulta essere meno ampio.

E' importante ricordare che durante la poppata è fondamentale che il bambino sia posturato correttamente, poiché il neonato presenta alla nascita uno scarso controllo della propria postura ed autonomamente non riesce a sostenere il capo ed il busto. E' quindi il corpo della mamma che contiene e stabilizza il piccolo durante l’allattamento e lei stessa deve essere in posizione comoda, rilassata, il corpo del suo piccolo a contatto con il suo corpo.


Intorno ai 6 mesi il bambino è maturo a livello gastrico e intestinale per assumere nuovi alimenti di qualità e consistenza diverse dal latte liquido. A 6 mesi inoltre, è in grado di tenere autonomamente il capo, inizia a tirare su il busto, può tollerare la posizione semiseduta. Poichè le abilità di suckling e sucking coesistono, è possibile l'introduzione graduale di pappe a consistenza semiliquida/semisolida. E' possibile inoltre accompagnare il bambino ad avvicinarsi da solo e progressivamente a quello che mangiano i genitori passando ad un'alimentazione di tipo complementare (ma approfondiremo in un'altro articolo il tema dello "svezzamento", "autosvezzamento", "alimentazione complementare classica", "alimentazione complementare a richiesta").



Dai 6 ai 9 mesi le esperienze di cibi nuovi si susseguono e con l’inserimento di cibi più consistenti e di nuovi gusti il piccolo potrebbe iniziare a sentire il desiderio di bere durante il pasto. E' possibile quindi introdurlo anche all’uso del bicchiere utilizzando sempre il modello suckling o un misto suckling e sucking per bere. Il piccolo nelle sue prime esperienze di assunzione di acqua dal bicchiere lascerà cadere dalle labbra la maggior parte del liquido: è perfettamente normale, e per questo motivo la somministrazione di liquidi può essere integrata ancora con il biberon.

Intorno al 9° mese il bambino comincia a sviluppare l’abilità di morso attraverso il movimento di apertura e chiusura della mandibola, in un periodo in cui può iniziare anche il processo di eruzione dei denti. La masticazione primitiva è scientificamente detta verticale perché si attiva semplicemente con l’abbassamento e innalzamento della mandibola: con questo movimento il bambino schiaccia il cibo solido morbido che inserisce direttamente sotto i denti, e che successivamente viene recuperato dalla lingua e gestito ancora con un’attività di suzione.


E' fondamentale in questa fase scegliere gli ausili (cucchiaio, bicchiere, piatto) di grandezza e materiale idoneo alla dimensione della bocca e delle mani del bambino:


  • tazze e bicchieri a misura di bambino e magari infrangibili;

  • posate maneggevoli e leggere, ad esempio un cucchiaino e una forchettina da dolce (facciamo prendere confidenza al bimbo prima con il cucchiaio, andando a proporgli la forchettina sono verso l'anno di età).

  • piatti stabili, non particolarmente colorati o distraenti, che siano comodi per la presa del bambino.



Intorno all’anno di età il bambino ha ormai acquisito il controllo del capo e del busto, sta seduto sul seggiolone in posizione verticale inizia a tirarsi su appoggiandosi alla sedia o al divano o tirandosi con le mani della mamma. La masticazione di tipo verticale viene sperimentata dal bambino fino ai 2 anni di età circa, consentendogli di fare esperienza di tutti i cibi di consistenza solido-morbida. Con l’esercizio, la mandibola diventa sempre più stabile fornendo alla lingua il punto di appoggio per iniziare a sviluppare i suoi movimenti in modo autonomo. I movimenti autonomi e più fini della lingua permettono poi al bambino di produrre il linguaggio in modo sempre più articolato, infatti in questo periodo il vocabolario del bambino si arricchisce decisamente.


Il piccolo sperimenterà questa abilità più o meno fino ai 2 anni facendo esperienza di tutti i cibi di consistenza solido morbida e passando ad una masticazione di tipo più rotatorio, poichè la muscolatura orofacciale è più tonica ed è in grado di sostenere i movimenti della mandibola grazie alla competenza dell’articolazione temporo mandibolare, che gli consente di raggiungere una stabilità tale da permettere al bambino di gestire tutti gli alimenti solidi (anche quelli più duri).



A 3 anni si può affermare che il bambino ha raggiunto tutte le tappe di alimentazione raggiungendo una masticazione di tipo rototatorio e circolare e avviandosi ad una deglutizione che progressivamente modificherà il suo pattern motorio e che consentiranno di passare da un modello infantile a quello adulto. Negli anni successivi saranno presenti ulteriori piccole modifiche per arrivare a perfezionare la funzione di alimentazione ma è possibile affermare che le tappe di sviluppo sono a questo punto tutte raggiunte.

Attenzione però, perché i bimbi sono ancora inesperti e fino ai 4-5 anni di età sono ad alto rischio di soffocamento!


E' fondamentale quindi che i genitori, in ogni fase dello sviluppo della funzione alimentare, siano preparati sulle manovre anti-soffocamento, che mantengano sempre elevato il livello di attenzione e monitoraggio di quanto accade a tavola (anche verificando che il bambino stesso sia concentrato sul suo pasto!) e propongano cibi adeguati alle competenze del bambino: è quindi consigliato proporre alimenti in sicurezza, realizzando i tagli più opportuni!



Per approfondire, ti propongo la lettura delle Linee di Indirizzo per la Prevenzione del Soffocamento da Cibo, condivise dal Ministero della Salute.



Nello sviluppo della funzione alimentare, ci possono essere alcuni elementi delle funzioni motorie e orali che creano qualche difficoltà al piccolo o al genitore.

In questo caso, è opportuno far fare ad un logopedista un bilancio delle competenze del bimbo, in alcuni casi non solo legate alla competenza alimentare: teniamo presente che lo sviluppo motorio alla base dello sviluppo dell'alimentazione e della masticazione, getta le basi motorie per lo sviluppo del linguaggio! Si rende indispensabile un bilancio delle funzioni motorie-orali-linguistiche eseguito dal logopedista nei seguenti casi:


  • il neonato fatica ad attaccarsi al seno, o ha in generale difficoltà di suzione o deglutizione, se ad esempio la durata del pasto è eccessivamente prolungata (supera i 40 minuti) o se l’allattamento al seno, pur essendo stato tentato e sostenuto in tutti i modi, diventa esasperato;

  • il piccolo non reagisce ai rumori;

  • il bimbo non osserva il volto di chi lo accudisce e non esplora l’ambiente;

  • la lingua si muove poco, o non si muove ed è posizionata verso la gola;

  • il frenulo linguale e/o labiale è corto;

  • se la mandibola è piccola e retratta;

  • il piccolo presenta voce rauca ai pasti o al di fuori dei pasti oppure se frequentemente è presente tosse vera e propria ai pasti oppure un rumore simile ad un gorgoglio;

  • il neonato è infastidito e/o piange se gli vengono toccati viso o bocca e se si lamenta o rifiuta i pasti;

  • il piccolo sputa il cibo o lo vomita e non lo deglutisce o se presenta reflusso di cibi dal naso;

  • il piccolo ha difficoltà durante lo svezzamento o difficoltà di avvio alla masticazione o arriva a rifiutarla;

  • se c'è stata alle spalle una storia di ospedalizzazioni e il bambino è stato in precedenza ventilato meccanicamente o e posto in ossigenoterapia o sottoposto a nutrizione con Sondino Oro Gastrico o Sondino Naso Gastrico o altre modalità;

  • se il bimbo non vocalizza e non produce le prime sillabe e se successivamente non produce le prime parole.


Il logopedista può aiutare ad inquadrare la situazione e aiutarti a intervenire in modo tempestivo, oltre che guidarti e sostenerti in questo processo: il genitore infatti è sicuramente responsabile dell’organizzazione ambientale e delle esperienze che il piccolo fa, e in questo modo influisce involontariamente ma in modo significativo sull’apprendimento del suo bimbo.



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Iscrizione n° 33 all'Albo della Professione Sanitaria di Logopedista presso l'Ordine TSRM-PSTRP  Padova e Venezia

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